Archivi del mese: dicembre 2015

auguri 2016, buon lato oscuro.

radici

Ognuno di noi vive di luce ed ombra, ognuno di noi è fatto di contraddizioni, ognuno di noi  vive in sé una dimensione “negativa” che ha paura a mostrare ma che lo rende vivo.

Siamo come alberi, siamo rigogliosi alla luce perché viviamo di parti sotterranee, di radici che tendiamo a tenere nascoste a noi stessi prima che agli altri.

Bernhard nella sua mitobiografia diceva  che tanto più una persona è limpida tanto più possiede un fondo ”diabolico”.

Carotenuto nel suo Eros e Pathos  diceva  che “un santo è tale perchè si confronta costantemente con la possibilità di diventare ”diavolo”.”

L’errore più grave che ognuno di noi può compiere è quello di considerare “totale” il “parziale” tendendo a identificarsi con la “mostruosità” che gli  viene attribuita.

Io vivo felicemente il mio essere “demone” non ho paura a confrontarmi con la mia “ parziale diversità”.

Io come tutti , e come insegna il Visconte dimezzato di Calvino, sono fatto di bianco e di nero, di luce e di ombre,  di bene e di male

Io come tutti, sono me stesso perché  fatto di rami e di radici e non solo di radici.

Pascal diceva:

 ” E’ pericoloso mostrare troppo all’uomo quant’ è simile ai bruti senza mostrargli assieme la sua grandezza. Egualmente pericoloso è fargli vedere troppo la sua  sua grandezza senza mostrargli  la sua bassezza. Più pericoloso  ancora lasciargli ignorare l’una o l’altra. Giova assai invece mettergli sotto gli occhi sia l’una sia l’altra”

Solo  così noi avremo vissuto,  saremo completi e  saremo noi stessi.

Vissuto ? Noi stessi?

Si vissuto in noi stessi, per essere  qualcuno., esattamente come diceva    J. S. Lec  nei suoi  “Pensieri spettinati”:

   Per essere se stessi occorre essere qualcuno

  Il fatto che sia morto non significa affatto  che io sia vissuto.

Quindi il mio augurio per il 2016  è  questo: “ Auguro a tutti, me compreso, di avere  l’audacia di vivere consapevolmente anche il nostro lato oscuro, di avere il coraggio di mettere in luce le nostre radici. Solo così la nostra esistenza sarà più  ricca e completa di quanto lo sarebbe nel rispetto delle regole dei benpensanti manichei che sono strutturate in modo da neutralizzare la nostra dimensione  più segreta e specifica.”

Parafrasando il Film Divergent”,

impariamo a diventare e ad essere divergenti ed incontrollabili nella nostra capacità di autocontrollo.

Solo così in punto di morte  potremo dire: “ Ho vissuto come realmente ero” e saremo coscienti di aver dato un senso alla nostra esistenza

Buone ombre a tutti.

Dominjus

un post post-natalizio: la magia di un vecchio presepe

 

angeloOggi mi sono rivisto bambino….. un ricordo, un flash che piano piano ha ripreso corpo facendo apparire  un angelo annunciatore.

Una vecchia capannina in legno di un povero presepio con finto muschio e statuine in gesso scolorite e mutilate…

San Giuseppe con la veste dimezzata, la Madonna con la mano sinistra amputata, il bue con un filo di ferro  tibiale , come se la gamba anteriore sinistra fosse stata scarnificata da voraci pirana, il bambinello a braccia spalancate che  si reggevano solo  grazie a copiosi interventi di rinforzo a base di colla vinilica .

Mai più visto un bambin Gesù con bicipiti da culturista

L’unica statuina sana era quella dell’angelo annunciatore, l’unico personaggio che pur volando era rimasto integro a dispetto del gancio di sostegno fra le ali tutt’altro che stabile.

Tralascio gli altri personaggi che altro non erano che comprimari  di completamento

L’angelo, quello era il  mio personaggio preferito, ricordo che lo prendevo fra le dita e lo facevo volare sopra al presepio sconfinando in mondi inesplorati, in cucina, in bagno, in ripostiglio e addirittura nella camera dei miei genitori  davanti alla specchiera per guardare l’angelo e guardarmi.

Io  volavo con lui  fantasticando non ricordo cosa ma , fantasticando…….. volavo  ……..con i piedi per terra si,  ma volavo nella magia di un natale perduto.

Cosa resta di quel fanciullo di ieri? Forse tutto forse nulla.

Resta il desiderio di volare, resta il desiderio di sognare, resta la consapevolezza di avere i piedi per terra e di doverceli tenere, resta la voglia di amore e resta  la voglia di guardarsi allo specchio mentre  si fa volare  l’angelo, o il diavolo che c’è in noi.

Se poi devo dare un senso a questo post post natalizio ecco che allora  guardandomi in giro e facendo un confronto fra i Natali “fanciulli”  e quelli “adulti”  mi rendo conto che i primi erano”unificanti” mentre gli ultimi sono “separanti”.

Mentre i primi nella memoria erano e  restano magici e fantastici, oggi l’unico vero miracolo dei natali “adulti” è quello di denudare le nostre anime e di farle apparire nella loro  vera  dimensione.

Ecco allora magicamente apparire la solitudine dei soli, la grettezza dei gretti la generosità dei generosi , l’ipocrisia degli ipocriti, la dolcezza dei dolci,  la grandezza dei grandi e la piccolezza dei  piccoli.

Nella rappresentazione natalizia  chi recita viene  irrimediabilmente smascherato;  ed è  forse per questo che il Natale viene vissuto con fastidio dai più.

Il natale diventa il momento della resa dei conti , il momento in cui  si guarda , si scopre, si capisce ma si va avanti facendo finta di non aver guardato, scoperto e capito.

Ipocrisia nell’ipocrisia.

Ma è anche il momento in cui  si sente di più il vero amore, quello con la A maiuscola  che si coglie e nella felicità di un sorriso, di uno sguardo, di una espressione sorpresa e autentica.

Amore nell’amore

Non voglio smettere di far volare quell’angelo fra le mie mani: allora era un gioco ora è la vita.

Dominjus

Dolci…Ardenti feste…

Seduta su un sedile in pelle, che pian piano si scalda, mi ruba un sorriso.

Ascolto la voce del fato, infrangere la stessa legge del momento…questo! ormai gia’ passato, dando spazio al futuro…il nostro.

L’auto rallenta, ha quasi raggiunto la sua meta. Il riflesso del vetro, fa brillare gli occhi dei curiosi…vite che scelgono di esserci nello sguardo di una sera invernale, nel luccichio di piccole, frenetiche luci, raggomitolate ai pochi finti alberi.

Il centro della citta’ e’ illuminato a festa, rendendo magico la fine di questo viaggio.

Se cambio angolazione mi accorgo che e’ semplicemente l’inizio di un sogno 🙂 .

I profumi del Natale, misti al sapore agro/dolce di limone e miele… ferma, nella vecchia pellicola di ogni vita, miriadi di stelle che brillano con diversa intensita’, distribuendosi nelle loro autentiche essenze.

E mentre la mente danza, vedo lo sguardo attento di lui che mi sorride… le mani si stringono forte…il silenzio ci culla al ritmo del canto di 3 angeli, che fermi ai semafori, ci augurano buone feste, regalandoci inaspettate sorprese.

L’incanto della corposa voce sua, rende speciale il buio, riempiendolo di luce.

Festa e’…quando con il cuore, scegliamo di donar senza pretese…

Quando l’Amore per gli Amici rimane tale, fra alte e basse maree…

Quando la famiglia apre le porte alla tua felicita’, prima della propria.

Festa e’ quando mettiamo da parte i rancori, per dare spazio alla poesia, al bene, al coraggio, alla nuova vita, da poter vivere, Amando_si e Amando illimitatamente, oltre all’oltre 🙂

 

Auguri di dolci, ardenti feste.

hellah

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arte di vivere


“Nulla è di minor importanza per un uomo affaccendato che il vivere: di nessuna cosa è più difficile la conoscenza. (…).Tutta la vita dobbiamo imparare a vivere e, cosa della quale forse ti meraviglierai, tutta la vita dobbiamo imparare a morire.”

Questa frase di Seneca tratta da  “De brevitatae vitae” e la consapevolezza della caducità della nostra esistenza  oggi mi fanno dire:

“CAZZO DOMINJUS VIVI ALLA FACCIA DELLE TUE FACCENDE”

Sfogo delle 10,07 di una giornata così così.

Dominjus

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Il mio diamante…gli Amici.

Ore 6 era una gelida mattina…

l’oscurità non aveva ancora lasciato spazio alla luce…

miriadi di goccioline danzavano attorno alle bianche ombre dei lampioni

creando un atmosfera surreale.

Solo loro sentivano la musica impercettibile all’orecchio umano.

Leggere folate di vento facevano tremare gli spogli cespugli.

Lo sguardo attento di un enorme albero seguiva i miei passi

da farli fluttuare in un movimento coordinato e perfetto.

Eccoli

Gli Amici…

Le Amiche…

In tutto il loro magico splendore.

Riuscivo a sentirne il calore, come un forte, protettivo abbraccio fra le note di questo giorno.

I loro sorrisi non mentono mai.

Non temono mai di dirti la verità.

Accanto…sono liberi di essere loro stessi, rendendo te libera.

Non giudicano la tua veste, ne i tuoi movimenti.

Non si soffermano sull’aspetto.

Ti aiutano indipendentemente dalla musica che ascolti.

Hanno un indescrivibile anima dai mille, vivaci colori.

Ti sono accanto senza compromessi.

Indipendentemente dal loro stato d’animo, ti donano energia positiva…

Credono in quell’unico cuore dove riescono a specchiarsi

vedendo il tuo.

L’orologio dei ricordi, disegna la mia porta…

priva di chiavi, con su inciso, mille voci, dai toni diversi fra loro…

firme, nomi…i loro.

In alto, al centro, in basso…nei suoi precisi angoli…intarsi, dalle strane forme…

Sono il mio sole.

Ogni raggio di luce ed ombra li distinguono.

Meravigliose persone conosciute in questo immenso oceano…

Senza un vero perchè hanno creato in me un legame indissolubile.

Fanno parte della mia vita…

come acqua cheta di un limpido, fresco ruscello.

Oggi ogni impercettibile suono ha attraversato le loro percussioni.

Amici…

Amiche…

Sorrido felice nell’oggi, vedendo e assaporando il domani…

nel ricordare che oltre l’Amore, il cuore ringrazia per la rara, pura l’Amicizia…

Un dono per me, assai prezioso.

Regalo ad ognuno di voi la fiamma del mio semplice battito

che mai si spegnerà, ne cesserà di esistere.

hellah

amici

amore o sottomissione

rosa e manette

Può l’amore convivere in un rapporto BDSM?

O meglio, il BDSM può contemplare l’amore?

Per tutti la  risposta è senz’altro si, ma  in senso mono direzionale da sub a Dom da masochista a sadico.

Una schiava è portata  ad amare il proprio Signore e spessissimo una vittima arriva ad amare il proprio carnefice.

Ma in senso opposto la cosa può accadere?

Può un Padrone innamorarsi della propria schiava o un carnefice innamorarsi della propria vittima?

Ho sempre pensato di no ed ho sempre pensato che l’amore fosse una forma di “debolezza” che portasse irrimediabilmente a “limare” e a smussare le prerogative estreme che stanno alla base di un rapporto BDSM.

Credevo che una schiava non si potesse ne si dovesse amare, e su questo errato dogma ho accettato e forse cercato rapporti senza coinvolgere l’amore.

Mi accorgo ora  di aver sbagliato perché l’assenza di amore lascia un vuoto incolmabile, un “horror vacui”  che porta a continue ricerche e a continue delusioni.

Col tempo, l’esperienza, la maturazione e specialmente con l’esame delle sensazioni provate e con l’accettazione delle mie vere esigenze, mi sono reso conto che bdsm ed amore non sono e non possono essere distinti,

anzi

a mio modo di vedere  il bdsm “è”  amore,  perché amore è accoglienza, perché amore  è protezione perché amore  è possesso.

D’altro lato amore è anche  l’offerta  totale di se stessi.

Un Padrone si dedica alla propria schiava accudendola ed educandola  tanto quanto la schiava si dedica al proprio Signore  con il dono totale ed incondizionato di se stessa.

“E l’amore si fonde col bdsm perchè è la natura di tutti e due, non è coercizione o forzatura, ma appagamento complementare: io amo la mia schiava e voglio dominarla, avere il suo possesso; lei ama me, Padrone, ed anela essere dominata ed appartenere. (omissis) Io la voglio schiava, e la tratto da tale proprio perchè la amo. Non le faccio del male, ma del bene.” (dal WEB)

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Sempre dal WEB ho tratto questa testimonianza di una schiava  che reputo  perfetta  per il mio di pensare e che pertanto cito pressochè integralmente:

“….da un po’ appartengo ad un Master di sedici anni più grande e, sempre da un po’, il nostro rapporto si è evoluto in relazione amorosa a tutti gli effetti. C’è chi scoraggia una cosa del genere, chi addirittura la denigra, chi cerca di starne alla larga e chi non si esprime per disprezzo, e anche peggio. C’è chi addirittura si dispiace perché magari ha già vissuto una situazione simile e non si è trovato bene. Il motivo principale solitamente è uno: quando subentra l’amore, il rapporto D/s entra in crisi. Il Master cessa o quasi di essere tale perché provocare dolore alla donna che ama gli riesce difficile, e la slave cessa a sua volta di essere tale perché il suo Master non la riconosce più in quelle vesti. Sostanzialmente, il rapporto di coppia e tutto ciò che ne deriva eclissa gradualmente quello D/s perché vengono meno i presupposti per tenerlo vivo. L’esempio che ho visto fare più spesso è quello della quotidianità: “Come fa una schiava a fare la schiava se puntualmente si trova a dover discutere con il Master per pagare le bollette, per il lavoro o per portare i figli a scuola?”
Una domanda plausibile e che non riesce ad avere una risposta immediata. Sulla base di questa riflessione, ecco che la comunità BDSM si riempie di gente “single a vita” e di altrettante persone con una doppia relazione, vanilla e sadomaso. Di recente ho conosciuto alcuni Master che di fronte alla mia storia rispondevano che era un po’ una messa in scena, che il mio Padrone era un debole, che né io né Lui avevamo capito il senso del “vero” BDSM, che un “vero” Master non si abbandona ai sentimenti, eccetera. La cosa mi ha ovviamente infastidito e mi ha portato a riflettere sulla mia condizione e sul tema in generale.…(omissis)….

Che un rapporto BDSM senza amore sia quello più puro e soddisfacente?

Ecco cosa penso: il BDSM “puro” è una barzelletta, un gioco di ruolo fine a se stesso falso ed egoistico che a sua volta è venerato da gente falsa ed egoista.
Io parlo da schiava. Il rapporto di coppia mischiato a quello BDSM, è vero, è complicato ed impegnativo da gestire. Capita che il sadomaso passi in secondo piano, che venga a mancare il piacere della punizione, che la quotidianità ammazzi quella tensione emotiva che regala una sessione. Io personalmente non mi sono sentita schiava certe volte, negli occhi del mio Padrone non vedevo più una sottomessa ma la donna che ama, e questo, data la mia indole che invece premeva per uscire, mi ha portato alla disperazione, e ha scatenato più volte litigi nella coppia. Ma quello che prima non capivo e che invece ora credo di aver compreso è che io non potrei mai essere più schiava di così.

Io amo il mio Padrone – che considero sempre come tale, anche quando andiamo a fare la spesa – e per Lui io farei e sarei qualsiasi cosa. Gli offro me stessa ogni giorno della mia vita, BDSM o meno; che Lui mi voglia dare la frusta o le coccole sul divano; che Lui mi voglia in ginocchio o al suo fianco. Non importa quello che desidero io; il mio unico interesse è dargli il piacere, assecondare e realizzare le sue volontà, non le mie, e se Lui vuole coccolarmi anziché sculacciarmi allora io ne sono ugualmente felice. Ora ditemi, vi sembro poco schiava adesso? E per questo, Lui non è poco Master, perché comunque si prende da me ciò che vuole.”

(dal WEB)

Conclusioni?

Non ho altro da aggiungere:  questa testimonianza dice già tutto.

Dominjus



 

meglio tardi che mai….le anime di un castello fatato

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Girovagando nel web mi sono imbattuto in questa frase di Garcia Marquez.

“Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno… e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese? “

Io ho dovuto aspettare qualche anno di più ma del resto non posso paragonarmi a G. Marquez.

Non so se in tutto ciò c’è la complicità di un luogo, di anime, di destini incrociati, non so spiegarmi perchè sia successo e soprattutto come sia successo.

Ma so perfettamente quando è successo:

un pomeriggio di luglio  fra le mura di un castello fatato che magicamente  hanno preso vita grazie ad un sommessa melodia senza  tempo canticchiata  da un’anima senza tempo  che ha conquistato il suo ed il mio tempo.

Dominjus

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