Archivi del mese: gennaio 2016

occhi per non guardare: la cattedrale

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L’essenziale è invisibile agli occhi.

Questa frase del Piccolo principe ormai è diventata tanto usata ed abusata da diventare scontata.

Proverei quindi a declinare  il concetto in altro modo: non citando Saint Exupery  ma uno splendido racconto di Carver  “la cattedrale” che consiglio a tutti di leggere a questo link.  http://www.giuliotortello.it/ebook/cattedrale.pdf.

Me ne sono innamorato dopo aver visto uno spettacolo al Piccolo Teatro di Milano: una lettura fatta da Baricco (peraltro parzialmente reperibile su you tube) che narra e commenta  la semplice storia di un uomo che aiuta un amico della moglie, cieco, a capire cosa è una cattedrale.

Nel tentativo della spiegazione si rende conto di come sia difficile rappresentare un concetto concreto per un vedente ma astratto per un cieco usando le parole del quotidiano.

Sarà poi il cieco  a dimostrarsi molto più “vedente del vedente”, tanto da spingere il vedente a diventare “non vedente” per riuscire a vedere.

….. “E adesso chiudi gli occhi”, ha aggiunto, rivolto a me. L’ho fatto. Li ho chiusi proprio come m’ha detto lui. “Li hai chiusi?”, ha chiesto. “Non imbrogliare”. “Li ho chiusi”, ho risposto io. “Tienili così”, ha detto. Poi ha aggiunto: “Adesso non fermarti. Continua a disegnare”. E così abbiamo continuato. Le sue dita guidavano le mie mentre la mano passava su tutta la carta. Era una sensazione che non avevo mai provato prima in vita mia. Poi lui ha detto: “Mi sa che ci siamo. Mi sa che ce l’hai fatta”, ha detto. “Da’ un po’ un’occhiata. Che te ne pare?” Ma io ho continuato a tenere gli occhi chiusi. Volevo tenerli chiusi ancora un po’. Mi pareva una cosa che dovevo fare. “Allora?”, ha chiesto. “La stai guardando?” Tenevo gli occhi ancora chiusi. Ero a casa mia. Lo sapevo. Ma avevo come la sensazione di non stare dentro a niente. “È proprio fantastica”, ho detto.

E noi che pensiamo di “vedere” cosa vediamo?

Vediamo solo noi stessi e non sappiamo chiudere gli occhi per  tentare di provare quella fantastica sensazione di stare dentro al niente e, da questo niente,  ricostruire il tutto guardandoci come gli altri, normovedenti o ciechi che siano, vedono noi.

Meditate gente meditate

Dominjus

 

Il mio viaggio fra “Piccoli Mondi Perfetti” di Norma G.

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Quando viaggi…

ricevi doni inaspettati…

Da sorprenderti meravigliosamente.

Imprevisti ^__^ che ti riempiono il cuore

di sensazioni meravigliose 🙂

Un idea…

Un messaggio…

Le note di 258 pagine…

Un sorriso…

Un “c’era una volta”…

La gioia nell’incontrare persone che in realta’ sono come le hai sempre lette, dalla finestra di quel vetro di righe, fra sonetti, poesia, pensieri adagiati con delicatezza e/o ironia…

Bhe! amici cari…

Non una semplice blogger…

ho avuto il privilegio di incontrare l’autrice di una storia a capitoli, assai interessante …storie di bambini…dove nel riconoscerli ci si rende conto della magia che ognuno di noi ha nello scrigno della sua stessa anima 🙂 …. da comprendere che la semplice bellezza dell’essere va oltre ogni immaginario e/o reale racconto.

Grazie Norma 🙂

Quell’energia positiva che avvolge ogni tuo piccolo, grande mondo ^__^ lo si respira, come aria fresca, pura e ti avvolge come un delicato raggio di sole.

…E poi se posso dirla tutta…..

quel tiramisu’ era uno spettacolo per il palato

altro che grandi chef 🙂

A presto

hellah

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Cirano e Rossana

 

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Vagando fra i vari blog stamane  ho visto come uno dei temi ricorrenti  sia avere il coraggio di   riconoscersi e dichiararsi a se stessi e agli altri.

Questo mi ha fatto tornare in mente la storia di Cirano de Bergerac ed il suo amore  mai dichiarato per Rossana, amore “ceduto”  a Cristiano per  il timore di un rifiuto, per timore di non essere  fisicamente all’altezza.

Una vita sprecata nel languore e buttata nel rimpianto che trova sublime epilogo nel dialogo che riporto integralmente.

 Leggetelo ed immaginatevi la scena….

Cirano è in punto di morte perché colpito a tradimento ma ciò non gli impedisce di andare a trovare Rossana che, dopo la morte di Cristiano, si è fatta suora.

Sarà l’ultima  di 14 anni  di visite costanti, settimanali, 14 anni di amore non dichiarato fino ad una morte carica di rimpianto……al termine di una vita da “suggeritore”.

Cirano chiede a Rossana di poter leggere la lettera che Cristiano aveva in petto quando venne ucciso in battaglia, una lettera scritta da Cirano anche se attribuita a Cristiano. Sebbene sia il calar della sera e la luce non consenta di leggere, Cirano  “legge” nella sua memoria il testo e Rossana…. finalmente….. capisce.

CIRANO  «Rossana, addio. La morte è imminente; sarà…»

ROSSANA, fermandosi sorpresa. Perchè leggete forte?

CIRANO, leggendo. «… credo, per questa sera, o mio ben prediletto! Greve ho l’anima ancora di un amor non mai detto, e muoio! E mai più queste pupille inebriate queste pupille che…»

ROSSANA Come la recitate la sua lettera!

CIRANO, continuando. «… che maggior piacere non sanno, i vostri gesti a volo mai più non baceranno. Or io rivedo il piccolo gesto familiare della man sulla fronte, e vi vorrei gridare…»

ROSSANA Ma come la leggete! Come! (L’oscurità aumenta insensibilmente.)

CIRANO «E vi grido: Addio!»

ROSSANA La leggete…

 CIRANO «Mia cara, mia prediletta, mio tesor!…»

 ROSSANA Con una voce…

CIRANO «Cuor mio!…»

ROSSANA Con un accento… Ma… che non per la prima volta stasera io sento! (Ella s’avvicina dolcemente, senza ch’egli se ne accorga, e passa dietro la poltrona, piegandosi, senza far rumore per guardare la lettera. L’oscurità si fa più fitta.)

 CIRANO «L’anima mia giammai non vi lasciò un secondo ed io sono e sarò, fino nell’altro mondo, colui che sopra tutti vi amò senza misure, colui…»

ROSSANA, gli posa la mano sulla spalla. Come potete legger, se l’aria è scura? (Egli trasale; si volge; la vede così vicino e ne ha spavento; poi piega il capo. Lungo silenzio. Poi, nell’oscurità profonda, ella dice lenta giungendo le mani:) … E per quattordici anni, egli tenne il segreto recitando la parte dell’amico faceto!

CIRANO Oh, Rossana!

ROSSANA Eravate voi!

CIRANO No, Rossana.

ROSSANA Come non me ne accorsi al modo ond’ei dicea il mio nome!

CIRANO No, non era io…!

ROSSANA Sì, voi!

CIRANO No, vi giuro, Rossana!

ROSSANA Tutta or intendo la impostura soprumana. Voi le lettere….

CIRANO No!

ROSSANA Quei cari e folli suoi detti…. voi….

CIRANO No!….

ROSSANA La voce di quella notte, voi!

CIRANO Io vi giuro di no!

ROSSANA Vostro il cuore!

CIRANO  Non mio!

ROSSANA Voi mi amavate, voi!

CIRANO No, no: l’altro; non io!

ROSSANA Voi mi amavate!

CIRANO No!

ROSSANA Il tono è già mutato!

 CIRANO No, no, mio caro amore, io non vi ho mai amato!

ROSSANA Ahi, quante cose morte e… nate in un minuto! Ma perchè mai quattordici anni…. avete taciuto, se vostro è questo pianto su questo foglio in cui ei non era per nulla?

 CIRANO, dandole la lettera. Ma quel sangue è di lui! ROSSANA E allor perchè codesta sublime poesia del silenzio spezzare?

CIRANO Perchè?…

………..Poi poco prima di morire  nel rivolgersi a Rossana :

CIRANO: Ecco il destino mio: far da suggeritore, — e meritar l’oblio!

Ricordate la sera in cui nell’ombra nera Cristiano vi parlò? È tutta in quella sera la mia vita.

Ed intanto che al fondo io son restato, altri a cogliere il bacio della gloria è montato!

È giusto, ed io consento sull’orlo dell’avello che Moliére ha genio, che Cristiano era bello!

Poi delirando……

Ella guarda… Mi pare…che la Camusa ardisca il mio naso guardare!

Che dite?… È vana… so… la resistenza adesso,ma non si pugna nella speranza del successo!

No, no: più bello è battersi quando è in vano.

Qual fosco drappello è lì? — Son mille…. Ah, sì! vi riconosco, vecchi nemici miei, siete tutti colà!

La menzogna?

(Tirando colpi nel vuoto.) Ecco, prendi!… Ecco, ecco le Viltà

ed ecco i Compromessi, i Pregiudizi! (Tirando puntate.)

Che io venga a patti? Mai! — Ed eccoti anche te, Stoltezza! — Io so che alfine sarò da voi disfatto;

ma non monta: io mi batto, io mi batto, io mi batto! (Fa immensi mulinelli con la spada. Poi si ferma affannoso.)

Voi mi strappate tutto, tutto: il lauro e la rosa!

Strappate pur! Malgrado vostro, c’è qualche cosa chi io mi porto (e stasera quando in cielo entrerò,

fiero l’azzurra soglia salutarne io potrò;)  ch’io porto meco, senza piega nè macchia, a Dio,

vostro malgrado….

(Si slancia, la spada levata.)

Ed è…

ROSSANA, piegandosi sopra di lui e baciandogli la fronte.

Ed è?….

CIRANO,( riapre gli occhi, la riconosce, e sorridendo dice)  Il pennacchio mio.

Quanti di noi hanno deciso di vivere una vita da suggeritori perché non trovano il coraggio di  dichiararsi e di fare una scelta, quella scelta che, per quanto dolorosa, potrà qualificare e dare un senso alla nostra esistenza  facendoci trovare  “la forza immensa di volerci così come siamo al di là di ogni cosa” (cit)

Quanti di noi hanno  il coraggio di unificare se stessi smettendo di vivere una vita riflessa negli altri

Quanti di noi sono emuli di  Cirano  e si identificano in canoni esterni e senza essere capaci di riconoscere la propria bellezza.

Smettiamo di guardare con i nostri occhi e lasciamo che siano gli altri a guardarci ogni tanto….

Rossana avrebbe amato…. eppure……..

Meditate gente meditate

Dominjus

La scatola dei ricordi

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Lo facevo anche da ragazza…

Quando mi regalavano un ricordo, lo riponevo con cura in una scatola colorata, chiusa in un cassetto, privo di chiavi.

Amavo riaprire di tanto in tanto quella scatola, soprattutto quando le nuvole coprivano il cielo, rendendolo cupo. Adoravo respirarne le piacevoli sensazioni, sprigionate dai colori di quel semplice oggetto…e tutte le volte, le mie emozioni si vestivano di azzurro, diventando sempre piu’ intense, da vederne e riviverne gli attimi felici, cibandomi dei meravigliosi ricordi vissuti nei diversi periodi della mia esistenza.

Un foglio di sincere righe, scritte da una cara amica….petali di rosa, ragalati al mio compleanno…un biglietto del treno, per una gita fra amiche…un piccolo fiocco di raso rosso…le dediche delle amiche di scuola al fine diploma…una foto…ecc.

Come nell’oggi…miriadi di preziosi ricordi, mi riscaldano il cuore, ricamando nella pura memoria, l’importanza di ogni momento vissuto.

La famiglia, gli amici, la scuola, le varie esperienze, le difficolta’ affrontate, superate, hanno forgiato la me di questo tempo, nella descrizione di ogni singolo ricordo.

Rimangono in memoria anche le esperienze tristi, tragiche, dolorose…ma tutte adagiate, riposte come un fazzoletto di seta, nell’angolo del proprio cassetto, dando largo spazio a quelli positivi, felici.

Oggi il dono prezioso, fotografato nell’anima della memoria, oltre all’aver incontrato Dominjus 🙂 e’ l’aver conosciuto l’amore, la dolcezza e le attenzioni dei suoi due angeli.

hellah

Ad ogni singolo angelo….

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Un pensiero a coloro che hanno donato l’ultimo respiro

prima di librarsi nel vento del nuovo non tempo.

Un pensiero per coloro che hanno spento la fiamma, ma non la luce

nell’abbracciare l’azzurro ignoto…

Un pensiero a tutti coloro che hanno vissuto senza arrendersi mai…

senza perdere mai il sorriso

ne la voglia di combattere il mostro che li divorava…

Un pensiero per la forza di ogni cuore che ha vissuto

nutrendosi dell’amore per il proprio caro…

Un pensiero fra dolci, rare note

per ricordare ogni singolo angelo…

dipinto nell’anima nostra.

hellah

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