Archivi del mese: febbraio 2017

amami e temimi

ESCLAVA mía, témeme. Ámame. Esclava mía!

Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia!
Sono con te il tramonto più ampio del cielo,
e in esso la mia anima spunta come una stella fredda
Quando da te si allontana i miei passi tornano a me.
La mia stessa frustata cade sulla mia vita
Sei ciò ch’è dentro di me ed è lontano
Fuggendo come un coro di nebbie inseguite.
Vicino a me, ma dove? Lontano, ciò ch’è lontano
e ciò che essendo lontano cammina sotto i miei piedi
L’eco della voce oltre il silenzio
E ciò che nella mia anima cresce come il muschio sulle rovine.

Pablo Neruda.

Non posso fare altro che riportarla per quello che è perchè ogni commento sarebbe superfluo.

La sento mia come se l’avessi scritta io e potrebbe essere dedicata solo a colei che ormai è parte di me e la cui voce è eco che supera il silenzio, colei  che mi pervade come muschio sulle rovine.

Cambierei solo una cosa… non rovine ma corteccia di albero.

Dom