Gli angeli del giovedì…

 

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Dopo una lunga notte di alte temperature…il cuore si lascia bagnare dai soffici fiocchi di neve…

Sulle gote, scivolano le parole…udite dagli occhi, come immagini impresse su una vecchia, rara pellicola.

Attraversare i binari deserti di un tempo privo di poesia…rende buio l’arrivo del nuovo giorno.

 

Le note alte, di un microfono spento…paralizzano la corsa di un mondo prigioniero dei suoi perché.

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Le mani del sole, cercano la propria coperta, scavando fra le radici di questa terra.

L’inchiostro immerge di rosso le ali…disegnando un nuovo respiro per ognuna di loro.

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Si aprono i cancelli della consapevolezza, lasciando mute le pagine della loro ultima danza.

hellah

Gli angeli del giovedì…ultima modifica: 2017-03-03T13:39:03+00:00da dominjusehellah
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3 risposte a “Gli angeli del giovedì…

  1. Non è facile leggere dalla tua “voce” il racconto di binari deserti…bui arrivi di giorni nuovi…ultime danze, note alte di microfoni spenti. Ed anche quando sono rossi e lucidi di vibrazioni pulsanti, gli inchiostri che immergono le ali per respiri neonati sono canzoni cantate dalla tua voce modulata con lo stesso affanno impallidito di quel sole che cerca la propria coperta. Quanto gridano le note di quei microfoni spenti, graziosa amica se sei tu a rilevarli…Ma se non è facile leggere queste parole da te, è solo perché sei nata sotto il segno della radiosità lieve, e portando sul tuo capo la corona di ogni dea della Speranza, con essa ti si accompagna il (per noi altri, duro) lavoro di dover mantenere la medesima assenza di gravità, anche in tempi privi di poesia, anche scavando, come il sole, fra le radici di una terra agghiacciata dai suoi perché a spirale. Ma tu sei una dea umana e non ti è dispensato il dolore…eppure anche sotto il peso di una neve a valanghe sul cuore, mi piace pensarti immune e bagnata solo da soffici fiocchi. A cantare per te, per noi, per tutti 😉

  2. … Ed arrivano i giorni della desolazione, quelli in cui la poesia tace. Come tace il bosco quando l’aria prospetta minaccia. Ma è proprio in questa immobilità sospesa che s’arma la consapevolezza che vivere è anche silenzio: maestosità di un incedere pur con ali sanguinanti: sempre dritto, oltre il sole fuggente, con la luce dei propri occhi a dettare i riverberi alle ombre. Perchè essere liberi è condizione di consapevolezza del proprio diritto alla felicità oltre ogni muta pagina o ultima danza……
    Un abbraccio più che mai…
    ……..W…….

  3. Semplicemente..dolcissima Pasqua. Un abbraccio dal cuore..

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