Archivi del mese: dicembre 2017

La buona stella: oroscopo del 2018

 

 

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La buona stella: oroscopo del 2018

Tempo di oroscopi : le  divinazioni più o meno bislacche che oggi si sentono e si leggono per ogni dove mi hanno indotto ad una piccola riflessione.

Per un momento facciamo finta che pensare al pensiero modifichi il pensiero e che, modificando il pensiero si modifichi la realtà che in effetti altro non è che la percezione che noi abbiamo di essa;
Facciamo finta che modificando il nostro pensiero modifichiamo l’attività neuronale delle nostre cellule e quindi, di riflesso, la carica elettrica dei protoni neurocerebellari che il pensiero genera;
Facciamo finta che modificando i protoni del nostro pensiero, per entanglement quantistico  si modifichino quelli ad essi correlati..
Facciamo finta che i macrosistemi vengano influenzati dai microsistemi.
Da ultimo facciamo finta che cambiando la percezione di noi stessi si possa in qualche modo agire sulla sincronicità degli eventi e mutarne il corso…
Esempio:

  • credo di non innamorarmi e non mi innamoro; viceversa credo di poterlo fare e  guarda caso succede;
  • credo che non troverò lavoro, non lo cerco e ovviamente non lo trovo;  viceversa: Credo di poterlo trovare mi attivo e lo trovo.

Vista così la cosa non è poi così paradossale, sempre che paradossalmente sia vietato credere che il paradosso non sia poi così paradossale.
Io mi accontento di constatare che la positività genera positività e che l’amore genera amore.
Come e perché questo accada poco mi importa.

Quindi il migliore oroscopo per il 2018 non è quello che altri scrivono per noi;

il miglior oroscopo  è quello che scriviamo per noi  con le nostre mani, con la nostra testa e con la nostra volontà.

Proviamo per una volta a pensare che non siano le stelle ad influenzare il nostro destino ma noi ad influenzare il loro e convinciamoci  che  siamo nati sotto un’unica vera stella….noi stessi…. e che siamo noi a condurre la danza della nostra esistenza  ….. al diavolo  Giove, Marte o Saturno.

Proviamo  e tutto cambierà.

Già, ma se poi scoprissimo  che il futuro ed il passato non esistono, perché  tutto è solo un  presente da noi non ancora percepito in quanto vissuto su scala temporale diversa?

Bhe, allora ……comunque…..

Auguri

Dom ….sempre e comunque accompagnato dal sorriso di hellah

https://www.youtube.com/watch?v=JTG05QyQ5UQ

Assoluto…

leone

Il tempo le aveva donato lacrime…rabbia…delusioni…musica…sorrisi e imprevisti…

Persa!

Non si era mai realmente fermata, prima di allora…

Ha iniziato a muovere la mente, verso le serrate porte di quella notte…due anni fa.

Non dormiva, chiedeva agli occhi di smetterla di fissare il tetto…

Aveva paura…

Le dita erano sui tasti dei suoi sogni…

Sveglia, li dipingeva al ritmo della voce del gelo…

Sentiva l’acqua scivolare, come inchiostro sulle pagine di un vecchio libro.

L’immagine dei suoi baci, erano la sua danza…

Il cuore, il ritmo…

Mentre attendeva lo squillo del nuovo tempo…

Il ticchettio di un orologio, come una mano, le copriva la bocca…

Era lì davanti a lei…

Il suo sguardo…le fermava la voce in gola…

Per poi farla scivolare nello stomaco, fra quelle stelle che richiamavano a se le sue audaci carezze…

Non era facile riprendere il cammino, dopo che Lui, le aveva tatuato il suo nome, al centro delle coste…

Nella memoria… il suo essere.

Aveva paura…

Paura di quell’unico cuore, capace di completare il suo…

Rendendolo…UNO.

Per la vita.

hellah

Ed Sheeran – Perfect

I camaleonti della reta : le Metà-morfosi

I camaleonti della rete: le metà – morfosi

metamorfosi

All’alba di oggi nulla è cambiato. La luce si diffonde con la medesima lentezza di sempre, pigramente,   trasformando un cielo notturno inopinatamente giallognolo in una latticinosa accozzaglia di nubi  nella cui coltre non si riesce a cogliere il confine fra terra ed etere.

E’ una metamorfosi che conduce da un buio non buio ad una luce  non luce che ricorda  un piattume indefinito di blob multimaterico.

La medesima metamorfosi che  viviamo quotidianamente quando, alzandoci dal letto, passiamo da uno stato di dormi-veglia a quello di veglia-dormiente.

Non siamo molto lontani  dalla metamorfosi Kafkiana nella  quale  Gregor  svegliandosi la mattina non riesce ad alzarsi dal letto perché trasformato in uno scarafaggio, un essere rifiutato dalla famiglia e dal mondo: un mutamento repentino  ma di fatto verificatosi  in modo lento  ed inesorabile, non percepito come tale  nella sua crudele apparente innocuità.

Ebbene, sia nel mondo reale come in quello  virtuale ci troviamo spesso di fronte a metamorfosi :  girini che diventano rane,  bruchi che diventano farfalle , uomini che diventano donne, multiformicità di nick e di profili  che ricordano  le personalità multiple più o meno dissociate magistralmente raccontate del film “split”

split

Ma queste  sono “metamorfosi” in senso lato o sono  piuttosto   forme di evoluzione ( o di involuzione) nelle quali il germe del risultato finale del mutamento è già scritto nel DNA. ?

Di fatto Gregor  trasformandosi in scarafaggio non subisce una metamorfosi, egli   si limita a realizzare se stesso e,  nel bene o nel male ,  non fa altro che diventare quello che si sente di essere o quello che gli altri vedono in lui.

Quindi Le personalità o i nick multipli  che bazzicano qui dentro  a che cosa servono ? o meglio… a chi servono?

Sono forme di appagamento  o di disappagamento interiore?

Sono  apparenza o sono sostanza?

E se sono sostanza  di che sostanza sono composti i  camaleonti della rete?

Mi piacerebbe riuscire a capirlo….

Dom

fra corporeo e incorporeo

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Ai confini fra corporeo e incorporeo

«Ai confini tra il corporeo e l’incorporeo, amore abita la reciprocità dello sguardo, del sorriso, della voce, del gesto, del movimento.
Un sorriso che non è contrazione ma offerta, uno sguardo che apre insicuro la strada del desiderio in cui si riflette l’unicità dell’evento, una voce malcerta in cui è tutta l’immediatezza sensibile, l’incarnazione della parola, un gesto in cui la grazia che è ritmo della bellezza chiama tenerezza, mentre un movimento che accenna una timida disposizione di danza allude a un’impercettibile gioia nascosta.»
(Umberto Galimberti )

In questa citazione di Galimberti sono racchiuse tutte le emozioni che si vivono fra il corporeo e l’incorporeo, tutte le comunicazioni che vanno al di là del comunicabile codificato, qui ci sono le sensazioni che parlano di noi senza parlare e le condizioni che fanno del contatto senza contatto il miglior modo di capirsi.
La relazione umana e nella fattispecie la seduzione, presenta aspetti troppo fisici per essere solo mentali e troppo mentali per essere solo fisici.

Lo sguardo è uno di questi: lo sguardo è il primo contatto, la prima forma di relazione, la prima metodologia di approccio e la prima forma di comunicazione.

Lo sguardo è fisico senza esserlo, ti tocca senza toccarti, ti prende senza prenderti e ti pervade senza contatto alcuno.

Occhi negli occhi…sempre

Dom.