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ricorrenze

 

Rivedo gli stessi occhi  che guardano un mondo fatato, rivedo la stessa luce che ha folgorato le tenebre di un’anima in subbuglio, rivedo le stesse lacrime che hanno solcato un viso  di donna eterna bambina.

Risento le stesse emozioni che  ho vissuto pudicamente e spudoratamente  allo stesso tempo.

Ricorrenze che si rincorrono  e si susseguono nel mutare dell’immutabile  e nel moto dell’immoto.

Gira il mondo, girano le lancette dell’orologio, si susseguono  le pagine dei calendari  ma noi siamo e restiamo quelli  di allora, quelli di sempre, quelli che  senza rincorrersi si sono trovati e nel trovarsi si sono completati.

Ricorrenze che ci ricordano ciò che non va ricordato ma vissuto .

Nulla è passato di ciò che si vive e si continua a vivere  con la gioia, la passione ed i trasporto del primo giorno, nulla è trascorso  di ciò che è trascorso continuando ad essere un unico, interminabile e meraviglioso presente.

Dominjus

 

L’immortalita’

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L’immortalità risiede nelle pagine di ogni nostro racconto…

Inchiostro che descrive la nostra vita…

Fra le dita, la favola e la realtà…

Righe avvolte dalle fiamme di un tempo lungo binari infiniti.
Vestite di seta e rame…

Capitoli vissuti e/o immaginati…

Gocce d’amore, passione, di forte amicizia, di rispetto…di incontri inaspettati…

Onde infrante su tele di sale e sangue…

Di visioni sinfoniche fra passato, futuro…ed al centro…il nostro respiro…

Racconti da togliere il fiato all’anima stessa…

Da rendere dolce anche i turbolenti viaggi di un turista senza nome…

Fra l’inizio e i suoi sorprendenti, aspri capitoli…la rinascita…

Rinascita di magiche danze…di sogni, speranze e/o certezze…

E fra quei piccolissimi puntini e spazi…stretti a se come anelli indistruttibili…
NOI…oltre all’oltre.

hellah

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Rieccoci

 

Rieccoci, finalmente abbiamo capito come risolvere i problemi di connessione che, dopo le perigrinazioni del blog di libero, ci consentivano di entrare nel sito  solo come spettatori.

La voglia di raccontare e di scrivere non è venuta meno come non è venuta meno la voglia di mantenere e ravvivare i contatti sopiti ma mai dimenticati.

Rieccoci

Dominjus e Hellah

Gli angeli del giovedì…

 

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Dopo una lunga notte di alte temperature…il cuore si lascia bagnare dai soffici fiocchi di neve…

Sulle gote, scivolano le parole…udite dagli occhi, come immagini impresse su una vecchia, rara pellicola.

Attraversare i binari deserti di un tempo privo di poesia…rende buio l’arrivo del nuovo giorno.

 

Le note alte, di un microfono spento…paralizzano la corsa di un mondo prigioniero dei suoi perché.

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Le mani del sole, cercano la propria coperta, scavando fra le radici di questa terra.

L’inchiostro immerge di rosso le ali…disegnando un nuovo respiro per ognuna di loro.

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Si aprono i cancelli della consapevolezza, lasciando mute le pagine della loro ultima danza.

hellah

amami e temimi

ESCLAVA mía, témeme. Ámame. Esclava mía!

Schiava mia, temimi. Amami. Schiava mia!
Sono con te il tramonto più ampio del cielo,
e in esso la mia anima spunta come una stella fredda
Quando da te si allontana i miei passi tornano a me.
La mia stessa frustata cade sulla mia vita
Sei ciò ch’è dentro di me ed è lontano
Fuggendo come un coro di nebbie inseguite.
Vicino a me, ma dove? Lontano, ciò ch’è lontano
e ciò che essendo lontano cammina sotto i miei piedi
L’eco della voce oltre il silenzio
E ciò che nella mia anima cresce come il muschio sulle rovine.

Pablo Neruda.

Non posso fare altro che riportarla per quello che è perchè ogni commento sarebbe superfluo.

La sento mia come se l’avessi scritta io e potrebbe essere dedicata solo a colei che ormai è parte di me e la cui voce è eco che supera il silenzio, colei  che mi pervade come muschio sulle rovine.

Cambierei solo una cosa… non rovine ma corteccia di albero.

Dom

amore e contegno

 

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Ha un senso tenere un contegno in un rapporto di coppia? E cos’è un contegno?

La definizione che ne da la treccani è “Il modo con cui una persona sta o si atteggia”

Secondo quello che Ghoete fa scrivere ad Ottilia, una delle protagoniste del romanzo “affinità elettive”,

“il contegno è uno specchio in cui ognuno mostra la sua immagine. Esiste una cortesia del cuore, ed è imparentata all’amore. Nasce da essa la più spontanea cortesia del contegno esteriore”

A dire il vero io credo che il contegno vada ben al di là della semplice cortesia e che il contegno non possa vivere di sola esteriorità ma debba innanzitutto essere frutto di regole comportamentali interiorizzate.

Il contegno non è solo uno specchio, il contegno è vero e proprio stile di vita che deve manifestarsi in ogni aspetto della nostra quotidianità e delle nostre relazioni.

Ma è possibile mantenere un contegno in un rapporto di coppia asimmetrico?

In altre parole si può essere rispettosi di se stessi e dell’altro in un rapporto di dipendenza o di sottomissione?
Colui che esercita il potere in quanto “amato” può eticamente sottomettere l’”amante”?

Anche in questo caso prendo spunto dal Diario di Ottilia dove Ghoete fa scrivere alla protagonista :
Dipendere perché lo si vuole, è la condizione più bella: e sarebbe impossibile senz’amore! Non siamo mai tanto lontani dai nostri desideri, come quando c’immaginiamo di possedere la cosa desiderata. Nessuno è più schiavo di colui che si considera libero senza esserlo. Basta che uno si dichiari libero, e subito avverte la costrizione. Se osa riconoscere la costrizione, ecco che si sente libero.
Contro le doti grandi di un altro, non c’è salvezza che nell’amore. 

Dipendere dall’amore, comunque dipendere, essere in qualche modo sottomessi per scelta e per volontà, per amore appunto è l’apice dell’amore in quanto ‘espressione dell’amore disinteressato e definitivo.

Parimenti definitiva è la necessità ed il bisogno di amare colui o colei che le proprie doti non può che essere amato/a.

Nella coppia quindi bando al contegno  se questo deve essere manifestazione di perbenismo  ipocrita ben venga il contegno se è solo e semplice manifestazione del proprio essere.

Dominjus

 

le chiavi di lettura

E proprio vero!
Viviamo in due dimensioni parallele, è come se occupassimo contemporaneamente due luoghi diversi,  interiorità ed esteriorità, abitiamo il mondo ed abitiamo noi stessi.

Ed è abitando in noi stessi che viviamo quello che il mondo ci propina.: dolore e piacere, benessere e malessere , amore e odio; bello e brutto.

Ma siamo sicuri che tutto ciò che arriva dall’esterno alla fine non  sia solo forma illusoria della nostra mente?

Cosa ci fa percepire che  il bello sia bello, il brutto sia brutto ed il doloroso sia doloroso?

La nostra mente.
Lei lavora come una matrice di decodificazione degli impulsi che riceviamo dall’esterno in funzione di come il nostro cervello è stato programmato.

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In altre parole noi percepiamo un oggetto, una situazione, un fatto in funzione del nostro “essere” e di come stiamo stati “programmati” con l’educazione ricevuta.
Se la nostra visione dell’intero universo dipende dalla percezione che ne abbiamo, ne consegue che ne diventiamo i creatori percependolo e quindi “creandolo” a nostra immagine e somiglianza.
Panta Rei, asseriva Eraclito, tutto scorre tutto cambia.
Si tutto cambia ma sostanzialmente ciò accade per due motivi:
• per le effettive mutazioni esterne,
• per le mutazioni interiori del nostro percepire l’esterno.
Questa dualità interno/esterno la viviamo parimenti anche nel rapporto corpo/psiche.
Il corpo ci collega con l’esterno, la psiche con l’interno ma noi siamo e restiamo “uno”vettriano-2
Siamo dentro e fuori, siamo sopra e sotto, siamo contemporaneamente creatura e creatori.
Viviamo in un’unica dimensione anche se proiettati su differenti piani di percezione.
E’ l’essenza della “tavola di Smeraldo” il tutto ed il nulla che ci riporta all’”uno”, è la ricerca della completezza alla quale continuamente aspiriamo che ci porta al desiderio ed al bisogno di relazionarci con l’altro/a , che ci porta al dolore dell’assenza ,  al timore dell’abbandono e della perdita di “ unità”.
L’unità dell’amato e dell’amante, l’unità dell’essere androgino che Zeus separò per punirlo della sua arroganza.

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Ed ecco che nuovamente tutto si ricollega all’origine, al riconoscersi, all’accettarsi e al viversi.
Viverci
Facendolo per come siamo e per quello che siamo in una fusione di sensi di corpi e di sentimenti.

Dom.

C’era una volta una favola…

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Nell’aprire gli occhi, si e’ accorta di chiudere le pagine di un racconto dai tenui…vivaci colori…quelli che ti avvolgono, rallegrano, riscaldano e agitano le giornate.

Gli occhi sfiorano la danza della luce, come su un altalena di fili elettrici… si dondola, accanto alle immagini dei profumi di questo novembre.

Lo sguardo attento, scorge i segreti del nuovo giorno…
Accanto all’aria, i sussulti della mente, baciano i sensi, sdraiandosi nel bagliore della strada.

Le parole, sfiorano le dolci labbra, scivolando verso un vecchio libro…stringendosi, riga dopo riga, attorno alla sua corda di canapa.

Un banale, spesso fiocco, sorregge quegli anni trascorsi in un batter d’ali…
oggi presenti, riposano, sotto ai gomiti di una fanciulla curiosa di sogni e animi nobili.

Ed eccola, mentre nell’immenso viaggia, sospesa fra gli aromi di quell’inaspettata eterna favola…
La sua anima sorride…e…

hellah

Ed il cuore…..

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……. Ed il cuore si stringe attorno alle mani

Mani che prendono, mani che offrono, mani che stringono

Mani che abbracciano  un corpo genuflesso,

chinato nell’anima che sa abbandonarsi nel nulla del tutto.

…. Ed il cuore si stringe attorno agli occhi

occhi  chiusi che guardano il cielo

occhi che ascoltano il silenzio in silenzio

occhi che si allargano in orizzonti  invisibili

…..Ed il cuore si stringe attorno a Lei

Lei che lo accoglie cingendo, Lei che gli parla in silenzio, Lei che si offre a lui  perchè

sa   …….. e sanno

che  ciò che sta in basso vive sempre in alto

.là..proprio là dove lui guarda.

Dom

il quadro dell’immagine è di Jack Vittriano.

Il mondo trema

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Il mondo trema…

La sua voce si infiltra fra le crepe del profondo, lasciando in ginocchio le innocenti anime.
Le urla di madre natura graffiano il tempo, facendolo sanguinare…
Piccole gocce di sale, cadono ai suoi piedi, zittendolo per pochi attimi.
Le sue mani scavano…
Hanno freddo e caldo…
Hanno sete…
Hanno fame…
di quei cuori, seduti in cerchio, che credono di sanar ogni ferita… respirando dai suoi puri colori.
Il mondo plachera’ i suoi brividi, per la forza, il coraggio, l’impegno e la tenacia della salvaguardia di quell’unica sua vera dimora che custodisce e/o…..ahimé distrugge l’uomo stesso.
hellah